Psicoterapia scolastica

Com’è labile il confine
tra ascoltare
e subire
zona evanescente
colma d’aria pesta
e prime donne
che s’atteggiano da dive

E la neve cade a ciuffi,
fuori da questo spazio
sazio
d’assunti e algoritmi

Nemmeno una traccia
di forfora sulla giacca
coi capelli di plastica
bianca
e la voce navigata
teatrale quanto una maschera
(greca) stanca

Hic et nunc, professore
altresì emerito dottore
e noi all’attenti
sopra seggiolini sozzi e grigi:
ma ci vorrebbe
di-stesi
su comodi lettini

La smania di spiegare
quanto c’è
di non lineare
e a “rigor di logica”
ogni sapere appare
sì chiaro
eppure così fatalmente banale

Hic et nunc, professore
giuri pure inimicizia:
alla polvere e all’errore,
alle increspature del mare e
al male senza motivazione,
al bene senza fine e
al bello senza definizione,
all’impiccato e al disperato
per amore, alle parole
e perché no,
pure al cuore

Anche al cielo
-ci scommetto –
se potesse
prescriverebbe
un limite:
l’immensità
non risponde a leggi
finite,
ma nevica
incommensurabilmente
bolle di sapone
e poesie posticce

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3 pensieri su “Psicoterapia scolastica

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