Ultimo spazio di libertà

L’ultimo spazio comunicativo

rimastomi autentico

in questo oceano

compresso e iperconnesso

nel sovraffollamento

mediatico dell’era dell’eccesso:

 

è la parola

che non esige attenzione

ma rimane, sospesa,

al pari di un’idea inespressa;

 

è la parola

che non brama consenso

né pretende d’essere diversa

perché è consapevole

del suo essere effimera essenza;

 

è la parola

che non è logora,

che non si piega alla logica,

che scivola senza alcuna fretta

per il solo gusto di esistere e farsi

poetica

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