Ultimo spazio di libertà

L’ultimo spazio comunicativo

rimastomi autentico

in questo oceano

compresso e iperconnesso

nel sovraffollamento

mediatico dell’era dell’eccesso:

 

è la parola

che non esige attenzione

ma rimane, sospesa,

al pari di un’idea inespressa;

 

è la parola

che non brama consenso

né pretende d’essere diversa

perché è consapevole

del suo essere effimera essenza;

 

è la parola

che non è logora,

che non si piega alla logica,

che scivola senza alcuna fretta

per il solo gusto di esistere e farsi

poetica

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Taccio ergo non – Parlo ergo sono

La parola ripetuta

diviene (qualcosa)

nel tempo

Il silenzio ripetuto

resta (esso stesso)

immutato

E’ l’antitesi del mondo

tra il kaos e il kosmo:

la parola delimita

ciò che il silenzio

lascia in sospeso

la parola sancisce

ciò che il silenzio

non ha giudicato

Il silenzio lascia in sospeso

laddove il limite

avrebbe giovato

il silenzio non si pronuncia

laddove il giudizio

andrebbe adoperato

Il muto per scelta è muto per

essere

o Il muto per scelta è muto per

non-essere?

Artwork: Emma Abad