Inchiostro rosso, brillante

Con il sole addosso

guarire

le mie ferite

 

Lo sguardo diritto

allontano il buio dentro

accecandolo

 

Mi abbandono,

la testa piegata

sul collo

 

La mano destra

impugna la penna,

scivola di lato

 

Le labbra umide,

sempre più umide,

la bocca secca,

ancora più secca

 

Mi tolgo i vestiti,

le gambe pesanti

trovano sollievo

sul pavimento gelido

 

Sento

la terra, la sabbia

l’acqua dei fiumi che evapora

le micro fluttuazioni dell’essere,

le particelle, le cellule,

il sangue nelle vene

sporgenti

brillare

 

Il foglio bianco

brillare

le dita rugose,

come aridi pianeti

 

Vedo

tutti i difetti,

la carne superflua,

il peso degli eventi,

l’inconsistenza pervasiva

dei pensieri

 

E’ vicina l’ora del congiungimento

l’eterno sogno

eterno godimento